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Io sostengo l’iniziativa “Terre della Biosfera”, perché….

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Alessandro, Martina e Dario Pinzone, Macelleria Pinzone a Maniace

Il sistema è sbagliato per i lavoratori. Lo stato, la regione o i comuni dovrebbero agevolare il comparto agroalimentare, partendo dall’agricoltore, sino ad arrivare al commerciante al dettaglio. I lavoratori sono pressati da un sistema fiscale troppo rigido. In più, i piccoli commercianti tradizionali soffrono a causa della diffusione dei supermercati e delle grosse catene”.


Io sostengo l’iniziativa “Terre della Biosfera”, perché….

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Dott.ssa Loredana Scrivano con il padre, Hotel Scrivano Randazzo

Dobbiamo smetterla di copiare altrove e cercare modelli al di fuori del nostro territorio. La Sicilia offre già una grande quantità di ricchezze culturali, naturali e di altro genere. Basterebbe valorizzare e proteggere quanto è già presente, con un’attenzione particolare alla sostenibilità. Il Parco deve essere fruibile e chiunque dovrebbe avere la possibilità di visitarlo con il dovuto rispetto di flora e fauna. Oggi non a caso si parla di turismo ecosostenibile, perché se si ha rispetto del territorio si può usufruire dei suoi prodotti. Per fare turismo bisogna fare sinergia tra enti, aziente e associazioni. Nessuno può più lavorare da solo e avere una visione limitata o scopi non comuni. Noi facciamo una promozione di prodotti a km0 già da anni. Anche la nostra cantina è tutta siciliana e stiamo provando a promuovere così il nostro territorio, offrendo al contempo la possibilità di avere delle guide per visitare l’area nella quale operiamo. Abbiamo la possibilità di far conoscere la bellezza di un territorio ancora non valorizzato su larga scala”.


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Piero Valenti, Soc. Coop Agricola Bionatura, Randazzo

Noi siamo persone che curiamo il territorio. Il territorio non è ne mio ne di nessun altro. Oggi abbiamo questo territorio grazie ai nonni e bisnonni che ce lo hanno tramandato. Quindi è giusto che continuiamo questa tradizione. Forse qualcuno di fuori la vede in maniera differente, però non ci si può dire di lavorare diversamente dai metodi della tradizione. Dobbiamo essere noi che decidiamo come fare i nostri prodotti. Buoni, con rispetto della qualità, dell’ambiente e delle altre culture. Non vogliamo escludere nessuno. Un progetto comune di valorizzazione è giusto. Mi sto organizzando per far visitare ai turisti la mia azienda”.


 

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Agostino e Vito Bruno, Adrano

“Salve a tutti! Mi chiamo Agostino Bruno, da diversi anni gestisco una piccola azienda agricola a conduzione familiare, produciamo ortaggi di stagione e anche se non è certificata  come “biologica” prestiamo molta attenzione nel limitare o addirittura eliminare l’uso di pesticidi e diserbanti…..questo perché ci sta a cuore la qualità dei nostri prodotti e la salvaguardia dei nostri terreni.

Parlare di agricoltura significa parlare di alimentazione umana, sembrerebbe scontato ma a volte ci si dimentica che nessuno al mondo mangia qualcosa non derivante da pratiche agricole, inoltre vorrei aggiungere che il ruolo dell’ agricoltura non si ferma alla produzione alimentare ma l’agricoltura è paesaggio, identità territoriale, equilibrio ambientale e idrogeologico. 

L’agricoltura ancora svolge un ruolo importantissimo quando si parla di TURISMO RURALE  e AGRITURISMO,  infatti il successo di queste attività è legato alla produzione e vendita dei prodotti tipici del territorio”.


Io sostengo l’iniziativa “Terre della Biosfera”, perché…

 

Carlo ed Elena Gullotto, Irene Ferraloro, commercianti, Randazzo

L’area delle Valli Fluviali del Simeto e Alcantara dovrebbe essere maggiormente valorizzata, anche con eventi e iniziative come “Randazzo in fiore” che permettono di sviluppare le idee dei cittadini. Le idee non mancano, serve coinvolgere i cittadini, in modo da attirare visitatori e turisti. Abbiamo bellezze storiche che devono essere valorizzate.


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Giuseppa Rizzo, Commercialista, Maniace

Ci piace mangiare il cibo biologico che produce mio marito e che cresce nel nostro orto. Io e mio marito lavoriamo dalla mattina alla sera. Qui manca la collaborazione della gente, spero che con questo progetto Terre della Biosfera si crei più rete e cooperative. Io ho vissuto circondata da cose brutte e mi auguro che per i miei figli ci sia un futuro migliore”.


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Antonio, Salvatore, Giuseppe Martelli, Prefabbricati Martelli S.& C. s.a.s., Bronte

Occorrerebbe creare un consorzio per i nostri boschi, composto da tutte le figure professionali necessarie. Oltre a beneficiarne i nostri boschi, che sarebbero maggiormente curati, si creerebbero posti di lavoro e potremmo evitare di importare pellet dall’estero. In piccolo esistono già produttori locali, ma servirebbe unire le forze per sviluppare il settore in maniera importante. E’ un progetto che avrebbe ricadute importanti sul territorio, anche dal punto di vista occupazionale. Servirebbe uno studio di fattibilità e un piano di marketing, con gente giovane e con idee innovative”.


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Carmelo Montagno, pensionato, uno dei primi agricoltori di biologico della zona, Bronte

Non ho avuto mai problemi, perché lavoravo a norma di legge. Un tempo, grazie al grano che coltivavamo, non esistevano problemi di glutine o simili. Il pane era buono, si sentiva già dall’odore, mentre adesso è quasi immangiabile. Vedo terreni nei quali un tempo si coltivava una grandissima quantità di prodotti della terra, che oggi sono quasi incolti. Molti anni fa producevamo tantissimo frumento biologico e lo vendevamo senza problemi. Oggi ci sono troppe spese, dovrebbero cambiare le leggi per permettere a chi coltiva di guadagnare con il proprio lavoro. Se oggi un giovane scommettesse sul frumento avrebbe troppi esborsi e dopo aver lavorato duramente non vedrebbe un ritorno economico incoraggiante. La politica dovrebbe dare risposte in tal senso. I giovani sono scoraggiati, non hanno il supporto delle banche, mentre ai nostri tempi era molto più semplice accedere a prestiti e finanziamenti per realizzare i nostri progetti. Sarebbe importantissimo ridurre le spese per chi oggi vuole coltivare la terra“.


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Veronica Agostino con la suocera Maria del Carmelo, Panificio Randazzo

Veronica: “Occorre valorizzare maggiormente il nostro territorio, con un ritorno a prodotti genuini e naturali. E’ ormai chiaro che ci sia una connessione tra molte delle malattie che si sono diffuse in questi decenni e le abitudini alimentari. Speriamo ci sia una rinascita del settore, partendo dal grano tradizionale prodotto nel nostro territorio”.

Maria del Carmelo: “Ai miei tempi seminavamo e poi lavoravamo il terreno con i buoi e l’aratro. Con il frumento ricavato, sin da bambina, facevamo il pane. La sera si faceva il lievito e la mattina il pane per tutta la famiglia. Le terre che un tempo coltivavamo adesso non sono più seminabili, è difficile raggiungerle con i mezzi a nostra disposizione. Alcuni terreni sono stati trasformati in boschi, altri in pascoli. Se tutti seminassimo potremmo tornare a produrre il grano e di conseguenza il pane con metodi tradizionali, ma ormai non c’è più la possibilità di farlo. Occorrerebbe dare degli incentivi ai giovani per spingerli a coltivare nuovamente la terra. Oggi noi compriamo il grano, scegliendo il più genuino in circolazione e lo prendiamo nonostante costi di più”.


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Vincenzo Avellina, Pizzeria “Mister Zino” Maletto

“Amo la natura e mi piace esplorare e conoscere cose nuove. Ho imparato a riconoscere le qualità di verdure pian piano con mia madre e ogni tanto trovo un anziano che mi insegna a riconoscere una nuova pianta. Anche a lavoro, facendo il pizzaiolo, mi capita di raccogliere verdure selvatiche per creare pizze particolari che poi risultano molto apprezzate. Adesso abbiamo anche iniziato a selezionare il grano. Le persone stanno scoprendo le farine integrali, senza glutine e il grano saraceno che alcuni contadini stanno riprendendo. Io ho un bel terreno a Poio Pizzo, e un tempo si faceva il grano, i legumi e il chiecchiero. Lo voglio coltivare di nuovo. Siamo in una fase di riscoperta delle tradizioni, malgrado le multinazionali negli anni abbiano escluso la produzione di alcuni prodotti della terra. Mio padre era contadino, faceva davvero il biologico pur senza saperlo. Concimava il terreno con il letame delle mucche e con l’asino portava il grano ricavato al mulino. Mi piacerebbe tornare sui passi dei miei genitori. Quando ero piccolo non avevo molta voglia di stare in campagna, adesso quando sono in città non vedo l’ora di tornare nel mio paese e stare a contatto con la natura. Sono in molti quelli che la pensano così e a cui piace respirare l’aria pulita, comprare le uova e la ricotta genuine”.


 

 Io sostengo l’iniziativa “Terre della Biosfera”, perché….

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Cinzia Martelli, Prefabbricati di Martelli S.& C. s.a.s.

La perdita di risorse naturali è una costante delle attuali economie ed il settore dell’edilizia costituisce uno dei processi produttivi che maggiormente utilizzano e sfruttano risorse naturali. L’utilizzo del legno nel settore dell’edilizia è un modo efficace per lottare contro il peggioramento dell’effetto serra, in quanto è l’unico materiale da costruzione che, a differenza di altri, permette un bilancio positivo di CO2. La nostra azienda promuove l’utilizzo di materiali che provengono da foreste gestite in modo sostenibile, di prodotti certificati Naturplus ed in generale di edifici che riducano gli sprechi energetici, salvaguardino la salute dell’uomo e dell’ambiente che lo circonda. Quest’anno siamo stai presenti oltre alla fiera Klimahouse in Sicilia alla fiera Ecomondo di Rimini “Green and Circular Economy: Ricerca, innovazione e nuove opportunità. Per questa ragione è nostra intenzione attivare un gruppo di lavoro sull’edilizia sostenibile.

 Finalmente anche nel nostro territorio si stanno attivando numerose iniziative volte al rispetto dell’ambiente, tra queste cito con piacere il car sharing avviato a Catania, un vero esempio di mobilità sostenibile“.  

La realizzazione del progetto Frutti per la Biosfera è in corso

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Esempio: Adesivo per il Vino di Castiglione di Sicilia

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